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GUERRA E PACE: UNA SOAP OPERA RUSSA AMBIENTATA A INIZIO ‘800

"Prendi Cechov, traducilo con Tolstoj, leggilo col tuo cuore e avrai uno spaccato di vita vera."


Guerra e pace

Liquiderò la guerra in poche parole.

È azione, movimento, è volontà dello scrittore onnisciente: piace a tutti!

Se vi accontentate, godetevi la narrazione storica, non penso di poter dare alcun contributo.


Se siete più introspettivi, proseguite nella lettura di questo becero articoletto.

Un testo che si regge sulla lentezza, la mancanza di azione effettiva, ma che scatena il moto perpetuo dello spirito stagnante di un'individualità.

Che uffa, che barba e che noia! A scriver "bene", "ragionato", dubito di poter arrivare allo stomaco della gente, quindi non vi rimarrebbe nulla.

Dunque, prima di iniziare, una promessa: d'ora in poi, niente falsi intellettualismi.


Per leggere questo libro, bisogna evitare di avere fretta, serve tempo. Troppe volte ho sentito di gente che lo legge forsennatamente, come per vincere una gara, gonfiando il petto per aver letto questo mattone in tempi incredibili. Che poi, è una soap opera russa ambientata a inizio '800...

Ma poi, che senso ha, se per seguire il tutto, ti sei dovuto segnare il nome di ogni personaggio e andare in seguito a ricercare tutti loro? Non è forse più semplice, farseli amici e nemici, o i peggiori di tutti, indifferenti? Parere personale eh, ma così ho fatto, quindi non posso raccontarvelo diversamente.


Partiamo dalla fine: obiettivamente, le ultime 100/150 pagine sono per allungare il brodo, ripetendo concetti già spesi. Contestualizziamo, all'epoca erano romanzi a puntate su giornali o riviste, quindi il buon Lev doveva pur mangiare... Come se non bastasse, non uno, ma due epiloghi: un primo meraviglioso, un secondo...giusto per guadagnare economicamente e in termini di ego.


I personaggi sono molti, troppi forse, ma accomunati da un percorso comune: ogni giovane vive di ideali, poi, fra le varie vicissitudini, sono destinati a uniformarsi al mondo, o perire. A perire sono proprio coloro che, nel non uniformarsi, decidono di essere i veri conformisti, sottoponendosi all'unica vera livella: la morte.


Entrambe le tipologie di personaggio perdono la loro unicità, chi morendo abbracciando l'ideale dell'eroe in guerra, chi abbracciando quello famigliare, vedendo affievolirsi, fino allo spegnimento, la fiamma dell'individualità. (Nota per lo scrittore: qui quasi cadevo in un falso intellettualismo, prestare attenzione)


Tre i personaggi su cui voglio focalizzare l'attenzione: il principe Andrej, Nina e Pierre.


Prima le signore: "Nina io t’ho maledetta, t’ho odiata, ho stracci...", ah no, quello l'ha scritto Cechov. La nostra Nina è una bimba talentuosa, leggera e priva di controllo. Il vecchio Lev, spaventato dall'incontrollabilità di questo personaggio, che sfugge ai suoi rigidi schemi, dovrà inventarsi degli escamotage per riuscire a sedarla e ricollocarla negli standard della matrona russa. Le prova tutte: la tenta, la mette alla prova, le fa vivere infinite sofferenze, ma alla fine, l'unico modo è quello di forzare la mano e domarla innaturalmente.


Pierre è un coglione, un idealista senza basi, che si lascia trasportare dalle correnti e dagli ideali. Egli non ha né arte né parte, ma soffre, soffre non sapendo dove collocarsi, vi ricorda qualcuno? Fa qualcosa per risolvere la situazione? A parole certamente, nei fatti ben poco. Ma è un uomo fortunato, troverà sempre qualcuno che deciderà per lui, fino alla fine.


E ora, l'unico di cui mi importi veramente: Andrej Bolkonskji.

Lui è un pendolo.

È rigido, drastico nei cambiamenti.

Alterna uno spirito forte, giovane e idealista, all'immobilismo e chiusura più totali.

Ama chi riesce a essere creativo, presto se ne innamora, per poi venir puntualmente deluso e finire per annoiarsi.

Come reagisce a queste delusioni?

Primo: chiusura

Secondo: immobilismo

Terzo: dedicarsi a qualcosa

Quarto: ritrovare la vena idealista

Quinto: illudersi

Repeat (finché si può...)


Per tutti gli intrecci dovrete ahimè leggere il libro, ma la struttura del personaggio è essenzialmente questa. Perché vale la pena interessarsi a lui? Beh, questo dovete dirlo voi, io ho le mie ragioni, ma sarei ingiusto a togliervi il divertimento di scoprire le vostre.


Sono stufo di scrivere, quindi qui si conclude questo delirio. Si è detto tutto e niente, ma la speranza è che, anche solo una persona, possa farsi il regalo di approcciarsi, o riapprocciarsi, a questo testo.


Con affetto,

Federico Colonna


P.s. Se siete arrivati a questo punto, un ultimo consiglio: leggete questa soap opera russa dimenticando quanto vi ho detto.


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