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  • Immagine del redattoreMonolite Teatro

Una: articolo indeterminativo su Monolocale (scritto in un bilocale)

Il Festival di Sanremo™ si è concluso, anche quest’anno, con la vittoria di Angelina Mango. Cioè l’anno scorso si è concluso, come quest’ultimo, ma senza la vittoria di Angelina Mango. Niente contro Angelina Mango, però è oggettivo che l’anno scorso non abbia vinto, non era neanche partecipante. Neppure nella versione Giovani, non c’era proprio in nessuno spazio del festival. Secondo me non era manco in Liguria. Ciò non sminuisce la sua vittoria di quest’anno eh… anzi… Magari l’anno prossimo parteciperà di nuovo e vincerà per il secondo anno di fila, non sto dicendo che è impossibile che succeda, ma ancora non l’ha fatto. Non che lei abbia da dimostrare niente a nessuno- “Ah, adesso lo vinco due volte di fila”- niente di tutto ciò, è solo una possibilità tra le tante, no pressure.


Chiedo scusa per la premessa, ma era doverosa.


Angelina Mango, chiamata anche “Angelina (la figlia di) Mango” e “Angelina (eh casualmente con tutti i cognomi esistenti e non, ha scelto quello del padre) Mango” da qualcuno oppure “Angelina Matia Bazar” da nessuno (povera Laura!), ha vinto il suo (primissimissimo) Festival di Sanremo con La noia. -“Nomen non omen” non direbbe un Ciciarone sentendo la canzone. – Mai come dopo questa edizione ho compreso quanto i monolocali siano mal visti dai media e dal pubblico. Vi starete dicendo: “Ci ho pensato anche io l’altro ieri, era tardino, sai quei pensieri che hai prima di addormentarti mentre guardi nell’ombra della tua stanza il soffitto di camera tua? Ecco quelli! Saranno state le 2 di notte, più o meno… oh scusa, vediamo dove vuole arrivare questo di Monolite™…”


Grazie lettore. Devi sapere che questo è il sequel musical-immobiliare dell’articolo su Canzoni dell’appartamento di Morgan: nel 2020, prima di Amici™, fama e festival, esce Monolocale il primo album di Angie (uso questo nick per comodità e stima reciproca). Un prodotto musicale indipendente, ideato e  auto-prodotto ed eseguito dalla sola Angie, con una peculiarità: non se l’è cagato nessuno: radio e televisione in primis: conseguentemente il pubblico: conseguentemente total!


Se la foto copertina dell’articolo sarà quella che penso tornate su a guardarla. L’Angie di La noia o La voglia di vivere o qualsiasi cosa abbia pubblicato a suo nome da un anno a questa parte…dov’è? Dov’era? Per i pigroni che non son tornati su: si vede Angie che sporge leggermente dal finestrino di una modesta macchina, con una sigaretta in bocca e uno sguardo vagamente malinconico, in bianco e nero. Il contrario esatto della coloratissima e, per certi versi, allegrissima ed eccentrica immagine sanremese e non solo.


Per quanto riguarda il contenuto, l’album è composto da 8 tracce che evidenziano ancora di più la differenza con la Neon Genesis Angelinion™. Meno ritmo, meno spensieratezza, e tutta la semplicità di un prodotto indie (per anche adulti). - Non stupitevi se vi dico che non sono per niente un esperto di musiche e che le competenze tecniche non ci sono. – Al primo ascolto ho pensato “Ma p*****a h************** r********* non è per niente male!”


Chiaramente non si sta parlando di Canzoni dell’appartamento o Motto Orientale, ma Monolocale avrebbe potuto giocarsi una chance quantomeno nel piccolo e “povero” mondo dell’indie. Invece, perlomeno per ora (ma son già passati 4 anni), come non fosse mai esistito. Al suo ingresso ad Amici e per il resto della trasmissione, nemmeno menzione. Solo musica “nuova”, forse più fresca, più colorata, più comoda di un monolocale. Sicuramente più adatta per le radio e i programmi televisivi e i centri estivi. Quando? Come? Dove? E soprattutto perché è avvenuto questo stravolgimento? La risposta è nella domanda di solito, ma in questo caso no, è nel secondo paragrafo (volendolo onorare con questo nome): chi vive nei monolocali in questo paese è mal visto, meglio la casa di Amici (Ahrararah) e i vitti sanremesi donde c’è più spazio per ballare (quest’ultimo periodo leggetelo con la voce di Pino Insegno o Benigni). Eppure io baratterei volentieri la stra-grande maggior parte dei brani sanremesi di quest’anno con questo sì malinconico sì bianconerogrigino, sì intimo Monolocale di Angie, che (poco) dimentica del mondo ma dal mondo è dimenticato.


Ma va tutto bene, ormai dalle radio non sento più niente che mi piaccia.  Quasi preferisco sentire, sul Naviglio Grande o in zona San Siro, dei maranza con la tuta colorata stile Iron Man sentire con la cassa a palla trapperini di zona “Su un treno in corsa muoio per niente/ sono aggrappato a te sì solo per la mia gente”, il che la dice lunga

 

MORALE DELLA FAVOLA (DEI MODÀ™)

Dentro ai piccoli monolocali c’è il vinile buono. droppo il cell per terra panf

 




Buon ascolto.


Paolo Palmeri

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